E' ormai una presa di coscienza generalizzata, dopo il silenzio di decenni, appena scalfito dal grido di qualche "eroico" amante della montagna: la distruzione delle Apuane non è più possibile. Sarà una battaglia durissima, viste le resistenze, le opposizioni, gli interessi, i profitti ma il tempo della fine della monocoltura del marmo pare iniziato. L’Europa, dopo i grandi giornali e le televisioni italiane, sta cominciando a “vedere” quale sia il disastro che viene fatto sulle Apuane.
Le immagini delle montagne –straordinari paesaggi- sventrate, tagliate, mutilate sono uscite fuori dal loro territorio: le cave non sono più solo un caso locale, di Carrara, di Massa, della Versilia. L’espressione: “Si distruggono le montagne di Michelangelo per fare dentifricio” sta diventando un luogo comune, sulla stampa e nei mass media italiani ed europei. Dopo l’articolo di Veronique Mistaen su Reader'S Digest, è di oggi l’uscita sulla radio pubblica tedesca. Sembrerà strano ma non si parla delle Apuane come Geoparco dell’Unesco ma come luogo di quello che abbiamo chiamato il più grande disastro ambientale d’Europa. E il riconoscimento delle Apuane come Geoparco dell’Unesco sarà uno strumento eccezionale per far conoscere in Europa la distruzione delle Apuane.
La stessa Regione Toscana se ne sta rendendo conto e sta iniziando a parlarne (non è, infatti, un aiuto al marchio della Toscana, terra amata nel Mondo come incontaminata, il fatto che una sua parte sia devastata come ben pochi altri luoghi al mondo). Salviamo le Apuane, che ha raggiunto in un anno, su facebook, più di 4700 iscritti, saluta con entusiasmo questa nuova stagione; essa chiama il mondo politico ed economico e tutti i cittadini ad un riflessione più che matura su un futuro alternativo per le Apuane, richiamando l’esempio di un Sindaco coraggioso e lungimirante,
Massimo Dadà, primo cittadino di Fosdinovo, cui riconferma il suo appoggio incondizionato nella battaglia contro l’invasione delle sue strade da parte dei camion carichi di scaglie strappate al Monte Sagro, il Monte Sacro della gente apuana.
Salviamo le Apuane