Entrare nel ventre della terra, percependo il suo pulsare interno, le vene d'acqua che scorrono e la vita che tende ad andare oltre il conosciuto. Luogo di infiniti misteri con un fascino unico che ammalia i visitatori che hanno la voglia ed il coraggio di affrontarla... Questa è la Grotta del Vento.
E' una delle grotte più belle e conosciute d'Europa, che permette ai visitatori di conoscere le affascinanti bellezze del mondo sotterraneo: stalattiti, stalagmiti, colate, drappeggi di alabastro e fiumi sotterranei. Le visite sono divise in diverse tipologie di itinerari e sono sempre accompagnate da valide ed esperte guide. La Grotta del Vento è molto suggestiva, sicuramente merita una visita, il luogo è molto accessibile e gli itinerari sono abbordabili praticamente da tutti. Molto consigliata la visita a tutti coloro che amano ed apprezzano l'avventura, di nuova apertura inoltra il percorso avventura, che permette ai più audaci di sperimentarsi con tecniche base di rampicata e speleologia. Il fascino di questa grotta aumenta se pensiamo che circa 200 milioni di anni fa sul fondo dell'attuale Mar Tirreno si formavano le rocce che la compongono grazie al deposito dei gusci di animali marini. I movimenti tellurici successivi fecero emergere le attuali Alpi Apuane, ed attraverso l'erosione dell'acqua si formarono le grotte tra cui la grotta del vento. Quindi troviamo concentrato e visibile il grande lavoro fatto dalla natura in milioni di anni; se la si affronta da questo punto di vista si renderà tutto molto più appetibile, anche se la bellezza delle sue stalatiti e stalagmii bastno già da sole.
La corrente d'aria preannuncia ai visitatori la grande estensione della cavità che si accingono a percorrere. L'ingresso immette in un'ampia galleria ellittica le cui pareti mostrano tracce evidenti di un'attività erosiva abbastanza recente. Si attraversa quindi una sala dove durante i lavori di allestimento dei sentieri sono venute alla luce numerose ossa di Orso delle Caverne. Seguono alcune marmitte d'erosione ed un altra galleria ellittica che si divide in due bracci sovrapposti. Quello inferiore si immerge totalmente nell'acqua di un sifone, quello superiore, artificiale, consente ai visitatori di superare in qualsiasi momento il tratto allagato. Poco più avanti il sifone riemerge formando un profondo laghetto dalle acque smeraldine.
Lasciato a sinistra l’imbocco della "Diramazione delle Meraviglie" si prosegue lungo una grande galleria riccamente concrezionata ("Galleria Principale") fino a raggiungere uno specchio d'acqua ("Lago dei Cristalli") che riflette un candido colonnato formato dall'unione di stalattiti e stalagmiti.
Proseguendo oltre una leggera strozzatura si entra nella indimenticabile "Sala del Ciondolo", dove a grandi drappeggi policromi, flessuosi e trasparenti, si affiancano grosse colate dai colori vivissimi e bizzarre stalattiti contorte. II pavimento è interamente rivestito da massicce concrezioni stalagmitiche.
Segue la "Sala del Crollo", alta più di venti metri, con imponenti colate di colore giallo e arancione che coprono e cementano un ammasso di blocchi rocciosi staccatisi dalla volta in tempi remoti. Tra le forme armoniose di queste concrezioni è possibile scorgere veri e propri gruppi scultorei creati dalla fantasia della Natura.
Più avanti, oltre la magnifica colata del "Camino rosa", il sentiero attraversa la "Sala dei Monumenti" e la "Galleria dei Drappeggi", sfiora l’imbocco della "Galleria Intermedia", via di ritorno del "secondo itinerario", e raggiunge la base di un grande pozzo di oltre 40 metri, le cui pareti strapiombanti sono in gran parte rivestite dalle concrezioni ("Sala dei 30 metri"). Durante le piene, dalla sommità di questa voragine, una fragorosa cascata precipita verso un oscuro crepaccio fiancheggiato da grosse stalagmiti piatte.
Procedendo ulteriormente, il sentiero si inerpica con una ripida scalinata verso il "Valico", oltre il quale, discesa una ventina di gradini, si sosta sull'orlo del "Baratro dei Giganti", dove termina il "primo itinerario".
La veduta del baratro con cui inizia la seconda parte è impressionante: la regolarità delle pareti arrotondate è qua e là interrotta da creste e speroni d'erosione, mentre il "pavimento", se così si può definire un pendio di 70 gradi, è inciso da un meandro scavato dal ruscellamento dell'acqua in epoca abbastanza recente.
II sentiero scende deciso verso il fondo con una ripida e tortuosa scalinata che si arresta solo quarantacinque metri più in basso, nella "Sala delle Voci", ampio vano a sezione ellittica dove la particolare conformazione delle pareti crea effetti acustici molto suggestivi.
Oltre questa sala il condotto si stringe sensibilmente, costringendo i visitatori a chinarsi per qualche passo; poco più avanti, la volta si alza di nuovo, sino a raggiungere un'altezza di almeno dieci metri nella "Galleria delle Valli", da dove si stacca il sentiero in salita che verrà percorso al ritorno.
Proseguendo verso il basso, superato un altro "salto" di una decina di metri, si entra nel "Salone dell'Acheronte", situato praticamente alla base del sistema carsico, dove lungo il contatto tra scisti e calcari si uniscono tra loro tre piccoli torrenti sotterranei. L'ambiente è caratterizzato dalla continua presenza dell'acqua e da grandiose manifestazioni erosive che modellano in maniera bizzarra la volta e le pareti. II limo, fanghiglia finissima quasi ovunque presente in grandi cumuli sul pavimento, crea dei "plastici" che riproducono in maniera sorprendente montagne incise da valli, canaloni e calanchi.
La visita prosegue lungo il fiume sotterraneo attraverso una galleria dalle pareti tondeggianti e levigate, per terminare nella "Sala del Cupolone", dove inizia il misterioso "lago-sifone" oltre il quale l’"Acheronte" continua a fluire verso un mondo ancora sconosciuto.
Al ritorno si percorre un ardito sentiero che, aggrappato a una parete strapiombante, collega la "Galleria delle Valli" con la "Galleria Intermedia". Le pareti di quest'ultima sono quasi ovunque rivestite da innumerevoli concrezioni grigie, che riportano alla mente immagini ben poco attinenti con l’ambiente sotterraneo: in qualche punto pare di scorgere estese abetaie in miniatura, altrove frati in processione, vegetazioni sottomarine o gruppi di funghi.
Il "secondo itinerario", della durata di circa due ore, comprende anche il "primo".
La terza parte si stacca dal "primo itinerario" a circa cento metri dall'ingresso, in corrispondenza del lago-sifone, mediante una diramazione detta "delle Meraviglie". L'inizio è costituito da due gallerie parallele, ricche di forme erosive, che immettono in una piccola sala caratterizzata da un'imponente colata rossastra sospesa su un ampio pozzo, dalla cui sommità si gode una suggestiva veduta sulla sottostante "Galleria Principale", situata quindici metri più in basso. Superata quindi una lieve strozzatura, si entra in un secondo vano assai più vasto del precedente, ricco di scintillanti stalattiti, stalagmiti e colate.
Oltre questo punto, la grotta cambia bruscamente aspetto: dopo aver salito alcuni gradini, ci si trova alla base di un enorme pozzo verticale (Pozzo dell'infinito) dove le concrezioni scompaiono quasi completamente, lasciando il posto a un ambiente orrido e affascinante: la vista spazia lungo le nude pareti dell'abisso, interrotte qua e la dagli oscuri imbocchi delle diramazioni laterali. Qui il sentiero abbandona temporaneamente il pozzo per inoltrarsi, con una serie di rampe, all'interno di una fessura verticale ornata da graziose concrezioni. Dopo un tratto pianeggiante, il sentiero si affaccia di nuovo sull'abisso mediante un ponticello sospeso a ventiquattro metri dal fondo; la veduta è imponente, in particolar modo è suggestivo l’effetto delle gocce che, precipitando controluce nel vuoto, ricordano una pioggia di diamanti.
Più avanti il sentiero continua a salire lungo pareti strapiombanti, fino a giungere in un punto nel quale il pozzo è diviso in due da un ponte naturale isolato dall'azione erosiva di antiche cascate, che tuttora divengono fragorosamente attive quando all'esterno si verificano piogge insistenti e copiose.
Ancora una volta si abbandona l’ambiente verticale per visitare una piccola diramazione pianeggiante ricca di colori e caratterizzata da una morfologia di crollo. Si tratta di un diversivo di pochi passi perché, subito dopo, ci si affaccia di nuovo sull'abisso, scavalcandolo a trenta metri d'altezza mediante due ponticelli che permettono di raggiungere un ampio vano situato sulla parete opposta. Da questo, una rampa di scale conduce ancora una volta sul pozzo, di cui è possibile scorgere il fondo da un'altezza di oltre quaranta metri.
Pochi passi ancora e si entra nel "Salone dell'Infinito", la cui volta è interamente solcata da uno stretto meandro provocato dalla regressione di un'antica cascata che un tempo precipitava nell'abisso da settanta metri d'altezza.
Attraversato il salone, la visita termina in una forra nella quale, dopo intense precipitazioni, si può ammirare un'impetuosa cascata.
Ridisceso il pozzo, si attraversa la "Sala delle Meraviglie" e si raggiunge la "Galleria Principale" del "primo itinerario" in prossimità del "Lago dei Cristalli" mediante uno stupendo corridoio in discesa che attraversa una foresta di candide stalattiti e stalagmiti.
Il "terzo itinerario", consentendo la visita completa di tutte le parti attrezzate della grotta, comprende anche il "primo" e il "secondo"
Registrati gratis e pubblica i tuoi comunicati stampa, news blog e articoli promozionali per la tua azienda, aumentando la popolarità del tuo sito e pubblicizzando i tuoi prodotti. Servizio di webmarketing offerto da IdealSiti.com