A nostro avviso queste devastanti attività sono anche illegittime, laddove avvengono su proprietà quantomeno comunali se non collettive (Usi Civici) e si dovrebbero svolgere sulla base di concessioni e di convenzioni che impongano regolari modalità di lavoro, di conduzione e di rimessa in pristino al termine dell’attività di prelievo attraverso una rinaturalizzazione e non solo una pulizia funzionale a potenziali successive riaperture.
La nuova attività di prelievo del carbonato di calcio, che è di fatto di tipo minerario, non è perciò riferibile a concessioni di cava-se non con artifici impropri, ma è di fatto del tutto senza regole,-operando in maniera selvaggia,distruggendo interi costoni, guglie, e fronti montani, usando l’esplosivo, ma più che altro distruggendo il Bene Pubblico Montagna Apuana senza alcuna norma e rispetto dell’ambiente, sottraendo alle popolazioni un loro bene essenziale, e il loro stesso Ambiente di riferimento e di sopravvivenza.
A tutto questo si aggiunga che la piaga del subappalto è ancora ben radicata, così come l’esposizione a rischio per le maestranze impiegate, come dimostrano i numerosi incidenti dentro e fuori la cava-miniera. Infine non si dimentichino le numerose denunce pubbliche su un’evasione fiscale enorme.
Dunque la questione delle concessioni è centrale e andrebbe totalmente riesaminata sia dal punto di vista delle proprietà, sia dal punto di vista giuridico, sia da quello concessorio, e più che altro da quello della stessa configurazione della nuova attività che non è più un’attività di coltivazione di cava marmifera,
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